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Consigli coltivazione piante officinali

 
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Inviato: Mar Gen 16, 2018 5:23 pm    Oggetto: Ads

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Landre
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MessaggioInviato: Gio Mag 05, 2011 9:32 am    Oggetto: Consigli coltivazione piante officinali Rispondi citando

Ciao a tutti, riporto un' interessante lista di domande inerenti la coltivazione di piante officinali realizzata sul sito della FIPPO ( Federazione Italiana Produttori Piante Officinali )



* QUANDO UNA PIANTA SI DEFINISCE OFFICINALE?

Non c’è una definizione di pianta officinale al di fuori dell’elenco del Regio Decreto n° 772 del 26 maggio 1932. Le piante officinali sono una collettività di piante utili impiegate perché vettori di sostanze attive nei confronti dell’organismi umano e animale e per cui sono moltissime le piante che possono essere definite in questo modo. Secondo alcuni, le officinali sono solo quelle della farmacopea, ma l’uso comune del termine oggi include anche le aromatiche e da profumo.



* OCCORRONO DEI PERMESSI O QUALIFICHE PARTICOLARI PER LA COLTIVAZIONE DELLE PIANTE OFFICINALI?

No. Sebbene la normativa di riferimento, la legge 6 gennaio 1931 n° 99, sia ambigua in alcuni punti, riteniamo che non implichi nessun divieto di coltivazione. La coltivazione è pertanto libera e non richiede titoli di studio per quelle piante di cui non ci siano espressi divieti (es.: piante da droghe psicotrope). Diverso è invece manipolare e trasformare le piante officinali in prodotti. In questi casi occorre vedere se il prodotto intermedio è di fatto un alimento oppure un ingrediente industriale. Le autorizzazioni diventano più articolate se si va ai prodotti finiti: alimenti, integratori, cosmetici, farmaci.




* COME POSSO COMINCIARE UN'ATTIVITA' DI PRODUZIONE DI PIANTE OFFICINALI?

Non vi è un approccio unico. La passione, il caso o il destino hanno spinto le persone a dedicarsi a questa attività e ognuno ha trovato una sua via, a volte in modo anche tortuoso. Per quel che riguarda il percorso corretto secondo la FIPPO, per avvicinarsi al settore, è necessario condurre delle prove su una scala ridotta (da 2000 fino a 5000 mq) su una decina di maggiori specie, ad es.: timo, salvia, origano, lavanda vera (non ibrida), menta, melissa etc. Di solito sono tutte specie ben adattabili alle varie situazioni dei terreni italiani. Sul sito
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potete scaricare un buon numero di schede tecniche fatte molto bene a cura del CRA di Trento e di esperti del settore. Su terreni incolti e/o abbandonati da lungo tempo è necessario rimetterli in coltura con colture in rotazione prima di mettere a dimora delle piante perenni. Un aratura di maggio e un’estate al sole consentiranno di ripulire i campi dalle infestanti perenni e rizomatose (gramigna, mentastro) che sono la maggior causa di insuccesso. Al “maggese” segue un anno di favetta (esempio), poi un cereale (grano/orzo) o un’officinale annuale (finocchio, anice, lino) e nell’autunno del terzo anno si può cominciare con le perenni. Le piantine vanno ordinate ai vivai (li trovate sul menu prodotti dei soci) in febbraio per i trapianti primaverili o a fine giugno per i trapianti autunnali. Questi ultimi sono i più indicati per chi non ha esperienza e non dispone di sistemi efficienti di irrigazione. Nel corso di un anno di prova potrete comprendere i problemi di queste colture, capire se è una cosa è fattibile e conveniente. Emergerà a breve che per produrre officinali bisogno di attrezzature per trasformare il prodotto perché le erbe non hanno mercato tal quali come vengono dal campo, a meno che non si metta nel settore delle aromatiche fresche. Con l’esperimento potrete anche metter via un po’ di produzione e cominciare a confrontarsi con il mercato, dove, chi non ha prodotto non riesce minimamente a farsi sentire. Infine se approfittate di qualche fondo per lo sviluppo rurale, ma solo in una fase avanzata, potrete finanziare la realizzazione delle necessarie infrastrutture aziendali (essiccatoio, distillatore, laboratorio, magazzino) che servono a chi opera in questo settore. Chiaramente la cosa richiede tempo per poter maturare, e, a meno che uno non investa massivamente in azienda, acquistando attrezzature allo stato dell’arte, o in consulenze, ci vogliono 3-5 e più anni per avviare un’attività e ancora di più perché diventi solida.



* LA MIA AZIENDA AGRICOLA PERDE REDDITIVITA': POSSO INTRODURRE LE OFFICINALI PER RECUPERARE E MIGLIORARE ECONOMICAMENTE?

Le piante officinali non si prestano a scelte di tipo speculativo o di ripiego rispetto ad un'agricoltura tradizionale che non paga i costi. Non è pensabile di introdurre in azienda, se il grano non va, un'officinale, magari andando a verificare il prezzo della stessa in negozio o in erboristeria. Le piante officinali rappresentano sempre una scelta strategica e a lungo termine per l'azienda, la quale le può introdurre in tutta o parte dell'azienda agricola. Introdurre le officinali però vuol dire attrezzarsi per coltivazione, raccolta e post-raccolta, e, infine, per lo stoccaggio. Questo richiede tempo, denaro e dedizione e non è possibile compiere il passaggio in modo repentino e a costo zero. Coltivare le officinali è una scelta complessa che sfugge da una dinamica aziendale basata su sensazioni o previsioni di breve periodo.

* QUALI SONO LE PIANTE OFFICINALI CHE HANNO UN MERCATO?

Non si può parlare di piante officinali che hanno un mercato e altre che non ne hanno. In Europa si commerciano 450 specie diverse con 4-6 articoli ciascuna (erba essiccata, tagli tisana, polveri, oli essenziali, estratti) e quindi ci sono molte possibilità e particolarità, con articoli e prodotti che vanno ed altri che non vanno. Il mercato è molto variabile da un anno all’altro ed è necessario conoscerlo a fondo per azzardare previsioni e pubblicarle qui. Quello che ha mercato adesso può non averlo domani. Sicuramente ci sono colture che hanno più margine e altre meno, ma questo dipende molto dalla situazione agricola in cui si opera. Non è inoltre opportuno fare di questa attività una speculazione inseguendo le colture più redditizie perché non si va da nessuna parte. Occorre innanzitutto avere le conoscenze e la struttura (vedi oltre) per produrre e quindi scegliere le piante sulla base di un trend generale del mercato su archi di 3-5 anni.



* QUAL’E' LA DIMENSIONE AZIENDALE (TERRENO, STRUTTRE, ETC.) MINIMA PER INIZIARE L’ATTIVITA’

E’ sbagliato parlare di dimensione minima in una fase iniziale a meno che uno non abbia in mente un piano molto definito sin dall’inizio. Occorre partire dal territorio, dalla propria struttura aziendale, dalle risorse (capitali, conoscenze, lavoro) e quindi fissare un obiettivo di reddito. In generale se pensiamo a produrre qualcosa di finito destinato al consumatore basta poca terra ma dovremo pensare molto alla fase commerciale (sviluppo dei prodotti, packaging, punti vendita). Se invece vogliamo produrre materie prime la terra sarà sicuramente un fattore importante. Ma ancor di più lo è l’infrastruttura ovvero il centro aziendale dove avviene la trasformazione delle erbe e lo stoccaggio.



* COME SI ACCEDE AL MERCATO DELLE PIANTE OFFICINALI?

Per accedere al mercato è necessario avere prodotto ed esperienza. Prodotto, esperienza ed intraprendenza, anche. In generale si può dire che sul mercato italiano, e anche sull’internazionale, c’è una carenza crescente di materie prime a causa delle diminuzione della raccolta spontanea che storicamente costituisce quasi il 75% delle forniture. Il contatto avviene sempre tramite un folder di presentazione dell’azienda, un campione di prodotto (conforme alle specifiche del mercato). Una volta stabilito il contatto e vendute le prime partite si è all’interno, e per espandere la produzione è opportuno seguire le richieste dei propri clienti.


* HO MOLTA TERRA DISPONIBILE POSSO COLTIVARE LE PIANTE OFFICINALI PER QUALCHE GRANDE AZIENDA?

Per quanto possa sembrare strano la terra è un fattore necessario ma non sufficiente per produrre piante officinali. Conta molto di più la volontà ad investire in un settore complesso avendo delle prospettive di lungo termine. Le aziende di trasformazione di solito non accettano un approccio di questo tipo perché appunto la disponibilità di terra non è qualificante per un produttore di officinali, conta molto di più l’esperienza, il bagaglio di conoscenze, le dotazioni infrastrutturali aziendali.



* QUAL’E’ LA DOTAZIONE MINIMA PER LA COLTIVAZIONE DI PIANTE OFFICINALI

Al di là del terreno e di una dotazione motomeccanica standard (un trattore, attrezzatura generica per la lavorazione dei terreni, botte per irrorazioni, etc.) è necessario avere :

1) Macchinari per il trapianto o la semina di precisione

2) Macchinari per la gestione dell’interfila (sarchiatrici, zappatrici, etc.)

3) Macchina per la raccolta (necessaria per superfici superiori ad 1 Ha)

4) Essiccatoio oppure distillatore

5) Linea per la lavorazione dell’essiccato

6) Magazzini di stoccaggio (con contenitori, bilance, pallets, etc.)



Alcune colture necessitano anche di macchinari speciali come la camomilla per capolini (sia per la raccolta che per la selezione), e le radici che necessitano anche di scava-radici e lavatrici.



* COME POSSO SAPERE DI PIU’ SULLE PIANTE OFFICINALI?

C’è una letteratura discreta ma nulla aiuta di più dell’esperienza e il contatto con i coltivatori. La FIPPO organizza dei corsi e seminari su base regionale, con il supporto di agenzie di formazione o organizzazioni professionali, per diffondere le conoscenze pratiche sul settore.

* LA FIPPO FA CONSULENZA A COLORO CHE INIZIANO UN'ATTIVITA' DI COLTIVAZIONE?

La FIPPO non ha risorse per svolgere consulenza personalizzata in tutta Italia. Se siete soci possiamo darvi indicazioni sintetiche su problemi semplici, ad es.: trovare le piantine o le sementi, oppure dove trovare un macchinario, ma non è possibile elaborare piani complessi, oppure fare una fattibilità tecnica, etc. Quello che possiamo fare è di invitarvi a seguire i nostri seminari e i nostri corsi di formazione che trovate annunciati sulle NEWS, oppure inviarvi da qualche socio a voi vicino, con il suo consenso, per darvi alcune informazioni pratiche, oppure invitarvi a contattare uno dei consulenti che fanno parte dell'associazione.

* SE PIANTO DELLE OFFICINALI LA FIPPO ME LE RITIRA O PUO' GARANTIRMI CHE QUALCUNO LE ACQUISTA?

La FIPPO non è un'organizzazione di produttori, ovvero un'impresa collettiva che pianifica, ritira e commercia le erbe, ma è un'associazioni con fini culturali, sindacali e divulgativi. Pur non occupandosi, per ragioni legali, di programmazione e ritiro, da indicazioni su cosa e quanto produrre e aiuta il coltivatore a trovare i clienti, ma in modo assolutamente non vincolante per l'associazione. Prima di produrre qualcosa assicuratevi che ciò abbia mercato o che qualcuno vi abbia firmato un contratto. La FIPPO non compra nulla nè vende nulla.


* HO DEI TERRENI ABBANDONATI; POSSO RICONVERTIRLI IN COLTURE OFFICINALI?

Si dice che le piante officinali sono adatte ai terreni marginali e spesso in questi terreni è possibile trovare abbondanza di officinali spontanee. I terreni incolti in realtà sono spesso una trappola per l’esordiente, a causa dell’elevato tasso di infestanti con le quali le officinali sono poco competitive e per cui si registrano i più alti tassi di insuccesso. Un terreno incolto va rimesso in coltura con annuali competitive, come i cereali o leguminose, e ripulito per uno o due cicli colturali. Poi è possibile valutare una coltivazione di officinali. Appezzamenti troppo piccoli, zone non meccanizzabili e simili potrebbero essere destinati più che a colture officinali avvicendate all’agroforestazione, ovvero piante perenni (arboree e arbustive) con usi officinali.


* E’ VERO CHE TUTTE LE PIANTE OFFICINALI SONO BIOLOGICHE

Non è vero. Il 60% delle coltivazioni italiane (Censimento ISAFA, 1999) lo sono, ma in gran parte le officinali sono o da raccolta spontanea, ma non certificate bio, oppure provengono da coltivazioni convenzionali.

* E’ POSSIBILE FARE RACCOLTA SPONTANEA IN ITALIA

E’ possibile ma è necessario avere le autorizzazioni. La raccolta spontanea è regolata, oltre che dalla legge 99 del 1931, anche da leggi nazionale ed europee sulla tutela dell’ambiente e della flora spontanea. In genere è necessario fare richiesta all’autorità competente in materia di ambiente a livello locale, anche per tramite del comune (art. 2 legge 99/31).


* LE PIANTE OFFICINALI RICEVONO CONTRIBUTI PARTICOLARI O BENEFICIANO DI UN REGIME DI AIUTI?

Le piante officinali purtroppo sono da sempre al di fuori di regimi di aiuto alla produzione come i cereali, l'olivo e altre grandi colture. Tuttavia possono beneficiare di aiuti in ambito di Programmi di Sviluppo Regionale (PSR) per la diversificazione dell'attività agricola o per la realizzazione di progetti di trasformazione aziendale di prodotti agricoli. Informazioni dettagliate sono reperibili presso gli uffici regionali Agricoltura o presso le organizzazione professionali agricole. In alcune regioni le colture biologiche di piante officinali hanno un aiuto ad ettaro vantaggioso. Anche in questo caso l'azienda deve aderire ad un programma pluriennale di agricoltura biologica.


* STO REALIZZANDO DELLE SERRE FOTOVOLTAICHE E VORREI COLTIVARCI SOTTO DELLE PIANTE DA REDDITO: QUALI SONO LE OFFICINALI CHE POSSONO ANDARE BENE?

Fermo restando che "serra fotovoltaica" rimane un controsenso agronomico: o è una serra o è un'impianto fotovoltaico; le due cose si escludono a vicenda. Sulle serre a copertura parziale, se la luce intercettata dai pannelli supera il 20%, non ci sono piante officinali idonee ad essere coltivate sotto serra e tampoco sotto queste strutture. Le serre fotovoltaiche nascono da esigenze di intercettare agevolazioni previste per il fotovoltaico integrato ed è difficile trovare un impiego razionale a posteriori, che non sia gli ortaggi o le erbe ed insalate da taglio. Le officinali da prodotto secco e oli essenziali sono colture da pieno campo e pieno sole e troppo poco redditizie per l'ambiente chiuso che rende difficile una meccanizzazione a pieno campo per l'impianto, cura e raccolta delle erbe. Potrebbero trovarsi alcune specie più lucifughe e ad alto valore aggiunto (es.: pungitopo) ma nulla che possa essere nell'immediato e senza sperimentazione messo in produzione su grandi estensioni.

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MessaggioInviato: Mar Set 25, 2012 11:33 am    Oggetto: Re: Consigli coltivazione piante officinali Rispondi citando

Molto messaggio informativo. Contiene informazioni sui benefici fotovoltaico e pannelli solari
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MessaggioInviato: Mer Set 26, 2012 6:23 am    Oggetto: Re: Consigli coltivazione piante officinali Rispondi citando

Tasasho ha scritto:
Molto messaggio informativo. Contiene informazioni sui benefici
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MessaggioInviato: Mer Set 26, 2012 6:24 am    Oggetto: Re: Consigli coltivazione piante officinali Rispondi citando

Tasasho ha scritto:
Tasasho ha scritto:
Molto messaggio informativo. Contiene informazioni sui benefici
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MessaggioInviato: Mer Set 26, 2012 8:03 am    Oggetto: Rispondi citando

Tasasho, hai qualcosa da dire che continui a sottolineare certe frasi?
Fallo con tranquillità, Wink ma prima occorre presentarsi nella sezione Presentazioni!
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