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DDl 1576 Sulla disciplina del settore erboristico
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Inviato: Mar Feb 20, 2018 6:03 am    Oggetto: Ads

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sara_penny
Erborista eco-bio
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MessaggioInviato: Dom Ago 28, 2011 5:36 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Come ho avuto modo di dire già altre volte io rivoluzionerei tutto partendo dalla soppressione del CdL in TE, facendo diventare questa una scuola di specializzazione al livello di un master di 2° livello con accesso unicamente per le persone laureate in Medicina, Farmacia, CTF e biologia.


Scusa Puman ma non sono d'accordo.. prima mi dici che ci sono persone molto competenti senza la laurea in TE e ora mi dici che bisognerebbe essere medici o farmacisti? l'erborista fa cose completamente diverse. Posso essere d'accordo solo sul potenziare il corso di laurea dando la possibilità di avere una laurea magistrale. Preferirei invece avere 2 anni in comune con farmacia per farmi le basi e poi passare gli altre 3 anni a specializzarmi sulle piante se voglio fare l'erborista o sul sintetico se voglio fare il farmacista. Sono due campi diversi ed è giusto che stiano separati.

Citazione:
Art. 2 comma 3 E' di competenza dell'erborista la coltivazione e la raccolta: quindi un qualsiasi contadino non può più coltivare carciofi e venderli al mercato se non ha una laurea giusto??? O c'è carciofo e carciofo?

nessuno vuole togliere dal mercato i coltivatori, si tratta al massimo di inserire gli erboristi. Poi un coltivatore può decidere di vendere i suoi prodotti al mercato alimentare o a quello erboristico.

Citazione:
Art. 3 comma 4 Riguardo ai naturopati che fanno spesso consulenza in erboristeria, devono smettere o possono continuare ad esercitare? Se possono fare gli erboristi coloro i quali sono in possesso di un corso di un mese per ottenere un diploma riferito ad una legge del 1931 tanto più i naturopati che hanno fatto 5 anni di scuola dovrebbero essere abilitati.

Se un naturopata fa consulenza in erboristeria non la fa sugli integratori erboristici ma su altro (iridologia, fiori di bach, ayurveda, ecc). I naturopati hanno conoscenze sulle erbe ma non sono erboristi. Io stessa ho un dilpoma di naturopata che mi è utile per il mio lavoro, ma senza le basi di farmacologia, biochimica, patologia, ecc sei molto limitato e quando ero al corso molte persone non capivano certi concetti a meno che fossero infermieri, farmacisti e via dicendo.. Non metto in dubbio che ci siano scuole ottime di naturopatia ma rimane cmq un termine generico. Anche solo l'ayurveda, la medicina cinese o lo yoga non si studiano in qualche week end. Quindi per i naturopati serve una legge a parte da quella degli erboristi.

Citazione:
Art. 7 comma 1 Coloro i quali hanno una laurea in scienze agrarie sono esentati dallo svolgere l'esame di abilitazione, scusatemi ma noi cosa c'entriamo con un agronomo, che magari ha studiato entomologia, o chimica del suolo....
completamente d'accordo con te

Citazione:
Infine continuo a ritenere che un laboratorio di trasformazione esuli da quelle che sono le competenze di un negozio, però se proprio lo vogliamo vorrà dire che assumeremo del personale che faccia solo il laboratorio (trovo impensabile infattiche una persona dopo aver maneggiato soldi vada in laboratorio a produrre integratori)....


Credo che un erborista laureato debba distunguersi proprio per questo, ossia il poter produrre di mano sua i propri rimedi. L'erborista sta in erboristeria e diventa figura riconosciuta, gli altri aprono un 'natural shop' e vendono i prodottini già confezionati delle 1000 ditte commerciali che esistono ma non possono chiamarsi denominarsi 'erboristeria'. L'erborista come il farmacista deve poter produrre i propri prodotti.

Citazione:
L'erborista che vorrei è colui che mi propone il SUO rimedio, la sua tisana, il suo estratto, la sua soluzione al mio caso! ..

Citazione:
Bene, non mi sento in torto con il mondo nel vendere 1 etto di camomilla senza avere i "requisiti" ( come se per insacchettare dei capolini ci voglia una laurea )


quoto!!!!!!! Wink

Citazione:
voglio che sia riconosicuta la mia professione!!

Patri la penso come te!

Citazione:
La maggior parte dei prodotti erboristici in vendita, non hanno, per legge, nessuna finalità terapeutica!!!! Questi non sono altro che integratori alimentari, atti a mantenere in buono stato il benessere psico-fisico della persona e nulla più.

Ecco qui il punto cruciale: se un prodotto erboristico è considerato al pari di un alimento (a livello legislativo intendo, perchè per quanto mi riguarda credo che i potenziale degli alimenti sia identico a quello delle piante) allora a che serve un'erborista? basta che mi apro un negozio di alimentari. Ma non è così, le piante trasformate diventano dei veri e potenti rimedi per molti diturbi e lasciatemelo dire anche per certe malattie (con le dovute dosi e personale qulificato che le somministra). Finchè saranno considerati acqua fresca la gente tratterà gli erboristi come venditori di fumo. Diamo giusta importanza alla erbe e anche gli erboristi potranno praticare la loro professione con i giusti riconoscimenti.

Citazione:
Come ho avuto modo di dire già altre volte io rivoluzionerei tutto partendo dalla soppressione del CdL in TE, facendo diventare questa una scuola di specializzazione al livello di un master di 2° livello con accesso unicamente per le persone laureate in Medicina, Farmacia, CTF e biologia.
io preferirei invece che sia potenziato il corso di laurea, portandolo a 5 anni. Se volevo fare il medico facevo medicina, se volevo fare il farmacista facevo farmacia ecc.. Come un infermiere non è un medico, un dietista non è un medico, un fisioterapista non è un medico, un farmacista non è un medico ma sono tutti operatori sanitari perchè non lo può essere l'erborista? Noi trattiamo le erbe non i farmaci di sintesi, non facciamo diete, non facciamo diagnosi, ecc. Serve collaborazione tra tutte le figure, ognuna con le proprie competenze. Il medico diagnostica e poi manda il paziente da chi di dovere. PUNTO. Incluso l'erborista!!

Citazione:
Chiedo ciò perchè ritengo che l'erborista debba essere considerata una figura sanitaria in tutto e per tutto, vorrei infatti che i medici si rivolgessero anche agli erboristi (anche per la cura di patologie gravi) vorrei che l'erborista potesse maneggiare anche quelle droghe che sono contenute nella famosa tabella 4.

quoto!!!

In conclusione: deve essere data la possibilità a chi esercita ora la professione di erborista ma non ha il titolo di studio di poter continuare a farlo. Per questo viene proposto l'esame di idoneità e corsi per la preparazione. Per cui non si taglia le gambe a nessuno, dopotutto se si hanno anni di esperienza diventa solo una formalità per regolarizzarsi. Altrimenti si diventa commessi di 'natural shop' e si fa la vita di sempre con i prodotti pubblicizzati dalle grandi aziende ma non si può dire di essere erboristi e non si possono maneggiare i fitoterapici (che sono ben diversi dai prodotti erboristici). Non sono d'accordo con il precludere alla gente di avere a che fare con i prodotti naturali, anzi. Non sono d'accordo sul far diventare gli erboristi una classe elitaria come spesso succede con i farmacisti e i medici. E non sono nemmeno d'accordo dello scannarci a vicenda tra colleghi, siamo tutti sulla stessa barca e divisi non otterremo mai nulla. Poi parlare attraverso post non fa capire i toni e spesso ci si fraintende. Se non siamo compensivi tra di noi e diplomatici non andremo molto lontani.

E poi... tra tante galline c'è sempre un gallo!! Very Happy Wink
Non voglio offendere nessuno ma ho seguito le discussioni nell'altra sede.. I toni non mi sono piaciuti, ho avuto più l'impressione che ognuno volesse imporre la propria idea e fosse diventata più una questione di principio non il 'non essere d'accordo con l'altro'. Si è persa di vista la questione principale: c'è chi ama il proprio lavoro, c'è chi ne ha solo passione e fa altro, c'è chi vorrebbe farlo ma non può farlo, c'è chi sta studiando con la speranza di poter un giorno essere ERBORISTA!!! Non dobbiamo tirare fuori i nostri rancori per le brutte esperienze, non dobbiamo gettare la spugna se non ci danno delle basi solide.. Ci si rimbocca le maniche, si studia, ci si confronta e si cambia questa situazione di stallo. Se non lo fà nessuno sarà sempre così, chi studierà dopo di noi ci ringrazierà.

Scusate se mi sono dilungata troppo, chi mi conosce sa che la sintesi non è il mio forte Embarassed
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Landre
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MessaggioInviato: Dom Ago 28, 2011 8:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

In effetti Puman, quando dici:
Citazione:
...io rivoluzionerei tutto partendo dalla soppressione del CdL in TE, facendo diventare questa una scuola di specializzazione al livello di un master di 2° livello con accesso unicamente per le persone laureate in Medicina, Farmacia, CTF e biologia.

se escludiamo Farmacia e biologia, sembra che tu stia introducendo la figura del fitoterapeuta piuttosto che quella dell'erborista.
A mio avviso il medico sta al fitoterapeuta come il farmacista all'erborista...
Si potrebbe ipotizzare che se ci fossero più fitoterapeuti in giro per l'Italia, automaticamente l'erborista potrebbe assumere un ruolo più importante ( cosa che ho detto più volte a te e alla sara_penny ), ma sono ipotesi un pò complesse al giorno d'oggi.


sara_penny ha scritto:
Ecco qui il punto cruciale: se un prodotto erboristico è considerato al pari di un alimento (a livello legislativo intendo, perchè per quanto mi riguarda credo che i potenziale degli alimenti sia identico a quello delle piante) allora a che serve un'erborista? basta che mi apro un negozio di alimentari. Ma non è così, le piante trasformate diventano dei veri e potenti rimedi per molti diturbi e lasciatemelo dire anche per certe malattie (con le dovute dosi e personale qulificato che le somministra). Finchè saranno considerati acqua fresca la gente tratterà gli erboristi come venditori di fumo. Diamo giusta importanza alla erbe e anche gli erboristi potranno praticare la loro professione con i giusti riconoscimenti.


Nessuno vuole considerare tali prodotti come acqua fresca ( in questo forum, poi!!! :D ), ma converrai con me che la maggior parte di questi non ha un dosaggio terapeutico!! Se ce l'avessero neanche l'erborista qualificato potrebbe venderli, perchè sarebbero dei farmaci verdi/vegetali, di competenza o del farmacista o del fitoterapeuta.
Allora si potrebbe pensare: perchè non abilitiamo l'erborista a questo genere di prodotti???
Personalmente non sarei d'accordo; c'è già il farmacista, perchè dovremmo andare a creare una figura in più???
L'erborista, ripeto, a mio avviso deve trattare di tisane e fitoestratti tipici della tradizione erboristica. Punto ! Wink
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puman
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MessaggioInviato: Dom Ago 28, 2011 8:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mi permetto di puntualizzare un paio di cose!!!!!
Una legge così porterebbe alla costituzione di delle "riserve indiane" senza la possibilità di dialogo con le altre parti, sono il primo a voleore una maggiore considerazione degli erboristi (ho volutamente usato la parola erboristi piuttosto che quella di laureato in TE perchè c'è una non piccola differenza.

Personalmente ritengo il CdL imbarazzante per come viene proposto, privato com'è di una formazione pratica almeno inerente alla nostra materia, io stesso ho dovuto continuare a studiare molto dopo il corso di laurea per arrivare a ciò che so, e questo (dopo aver pagato fior di quattrini all'università) proprio non lo posso accettare.

Personalmente trovo ben poca utilità nel laboratorio annnesso al negozio per tre motivi: il primo è la mia vocazione spiccatamente unicistica (pertanto se ho già tutto bello e pronto non vedo perchè dovermelo preparare in casa), il secondo è per una mera questione igienica (cosa che mi porta a dubitare perfino del laboratorio galenico delle farmacie), e il terzo è che ormai molte aziende, soprattutto con la crisi dilagante producono anche integratori a richiesta per piccoli ordini, e poi c'è il costo delle attrezzature che non è proprio alla portata di un piccolo negozio.

Io ritengo sufficienti le professioni che si occupano di salute, infatti considero l'erborista come un farmacista dotato solo di armi naturali, e siccome ritengo che le armi tocca averle tutte se si vuole sconfiggere la malattia un master di secondo livello lo ritengo quanto di più corretto.

Per qunto riguarda le case erboristiche, io vorrei che l'erborista non vendesse più alimenti, vorrei liberalizzare ulteriormente il mercato degli integratori, mantentedo presso il farmacista-erborista l'obbligo di vendere prodotti (erboristici e fitoterapici in senso stretto) solo dietro prescrizione di ricetta medica.

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MessaggioInviato: Mar Ago 30, 2011 9:18 am    Oggetto: Rispondi citando

Ok allora diventiamo tutti farmacisti e siam contenti! Puman qui si perde il nostro obiettivo e credo sia anche il tuo visto che ti definisci giustamente erborista: riconoscere la nostra professione! Allora se quattro anni fa avessi voluto far la farmacista mi sarei iscritta senza nessun problema alla facoltà di farmacia...cosa che non ho fatto semplicemente perchè io volevo diventare erborista! E tutt'oggi nonostante i problemi legislativi sono orgogliosa della mia scelta...attualmente lavoro in una parafarmacia e vedere i miei colleghi che mi chiedono consigli sull'uso delle piante mi riempie di orgoglio! Quindi è ora di smetterla...il farmacista ha le competenze per fare il farmacista, l'erborista ha quelle per fare l'erborista! Che poi in giro ci siano erboristi laureati assolutamente incompetenti questo è un altro discorso ma vi garantisco che esistono anche farmacisti incompetenti, cosi come avvocati, medici, infermieri...purtroppo!!!!
Allora puntiamo a migliorare il nostro percorso di studi, a far approvare una legge che ci riconosca, rendere il nostro corso di laurea quinquennale...ecco il nostro obiettivo!!! Ma diventare farmacisti per noi sarebbe solo una sconfitta!
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MessaggioInviato: Lun Apr 09, 2012 10:30 am    Oggetto: Rispondi citando

Scusate, io alla fine non ho capito una cosa.
Ad oggi 09/04/2012, una persona in possesso di laurea magistrale in scienze e tecnologie agrarie può essere titolare di un laboratorio erboristico? Cioè può lavorare le piante al fine di ottenere T.M., M.G., E.S, E.F. etc. etc.?
Vi sarei grato se mi deste una risposta a questo quesito. Grazie
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MessaggioInviato: Lun Apr 09, 2012 11:25 am    Oggetto: Rispondi citando

Ad oggi un laureato in scienze agrarie non può svolgere nessuna di quelle lavorazioni, può soltanto essiccare le piante!!!! Wink

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Orazio19
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MessaggioInviato: Lun Apr 09, 2012 9:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

E quindi che lauera servirebbe per farlo? Matematica hate-eeh2 ?

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MessaggioInviato: Lun Apr 09, 2012 10:16 pm    Oggetto: Rispondi citando

mmm io sono del parere di puman Rolling Eyes se non proprio un master dopo la laurea in farmacia, almeno una laurea quinquennale simile a farmacia sarebbe opinabile: se un farmacista studia 5 anni per capire l'anatomia, la fisiologia e la patologia umana, e quindi la farmacologia e la chimica farmaceutica per capire come funziona nell'organismo un farmaco che è spesso costituito da un singolo principio attivo, perchè invece gli erboristi dovrebbero fare materie striminzite quando hanno tra le mani droghe di origine vegetali, ciascuna delle quali è costituita da centinaia di principi attivi tutti assieme? secondo me la figura dell'erborista non deve affatto essere svalutata!
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MessaggioInviato: Lun Apr 09, 2012 10:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

Puman ne hai la certezza? Intanto l'agronomo può coltivare tutte le piante officinali che vuole, oltre che seccarle.
Ci sono laboratori erboristici gestiti da agronomi, ma non capisco come abbiano fatto. Ci sono aziende agricole che coltivano piante officinali e producono tnture madre etc..., vorrei capire come fanno e se è possibile.
La Sicilia (regione a statuto speciale) ha leggiferato in materia di attività erboristiche. Nella legge della regione Sicilia si parla di lauree equipollenti!
Vorrei capire quali sono, ma ancora non ci sono riuscito.
Qualcuno ne sa parlare?
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Landre
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MessaggioInviato: Mar Apr 10, 2012 12:40 pm    Oggetto: Rispondi citando

Vorrei sottolineare che il ddl è una proposta non una legge in uso! Wink

Citazione:
Intanto l'agronomo può coltivare tutte le piante officinali che vuole, oltre che seccarle.

Se è per questo qualunque agricoltore!!! E meno male!! aggiungo io.... perché, purtroppo, non ho ancora visto un erborista coltivare e produrre piante officinali !!!!! Rolling Eyes
Sicuramente ci saranno, ma se dovesse essere una prerogativa dei soli erboristi a quest'ora avremmo solo camomilla bulgara, finocchio slovacco ed agrumi israeliani ... Tutto questo lo dico a malincuore perché ho tanti amici erboristi che apprezzo, ma è la pura verità!

Per quanto riguarda la produzione di fitoestratti credo che in un laboratorio ci debba comunque essere una persona che provenga dalla facoltà di Farmacia o Chimica/Biologia... Anzi, il paradossale è che fino a poco tempo fa ( ma succede ancora ), molte aziende non assumono i tecnici erboristici perché preferiscono altre formazioni hate-lookaround
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parthenia
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MessaggioInviato: Mar Apr 10, 2012 4:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

Capisco che ognuno tiri per la propria professione, ma per la coltivazione non è come dici tu. In sicilia è necessaria una qualifica specifica.
In Sicilia pare che per aprire un laboratorio erboristico sia necessario avere una laurea appartenente alla Classe L29. Una qualsiasi che rientri in questa grossa macrocategoria.
In certe cose hai ragione. Così come io da agronomo non so nulla di farmacognosia, voi erboristi non sapete nulla di agronomia, patologia vegetale, etc...., ecco perchè è difficile trovare un erborista che oltre a preparare, produca anche le proprie piante.
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Landre
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MessaggioInviato: Mar Apr 10, 2012 8:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

Più che tirare acqua ai mulini, mi chiedo se veramente sia così necessario avere tutte queste autorizzazioni; parlo della SOLA produzione di piante officinali e non della loro trasformazione!... Con questo non voglio dire che non si debba avere un minimo di preparazione, ci mancherebbe, però questo dover giustificare DAVVERO tutto con una laurea o un attestato, non solo è tipicamente italico, ma a volte è controproducente... Ripeto, con questo non voglio minimizzare o prendere le cose in modo superficiale, però stiamo arrivando al punto in cui ci vorrà un attestato anche per lavare i pavimenti!!! ( scusate l'OT, ma io credo, laddove sia possibile, anche un pò nella meritocrazia e non solo nei singoli attestati! )
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MessaggioInviato: Mar Apr 10, 2012 9:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

Secondo me servirebbe una laurea in lingue con tesi sul Turcomanno antico e sul Sanscrito :D :D :D
Detto questo, sono daccordo che sia l'agronomo a coltivare le piante e ad operare la prima trasformazione (sia essa essiccazione o distillazione) dopodichè però gli agronomi (classe delle lauree 29) dovrebbero lasciare il campo ai farmacisti (classe delle lauree 24), anche perchè in tutta onestà non capisco cosa centri un'agronomo con la scelta di un grado alcolico di una TM o con la miscelazione di ES per produrre del capsulaggio. Wink
Ad onor del vero non riesco a capire neanche a cosa serva la laurea in Tecniche Erboristiche (laurea che purtroppo ho preso) in quanto per come è strutturata lascia molti punti oscuri.
Per quanto riguarda la risposta a Parthenia:
Ti faccio questo parallelo io conosco un laboratorio cosmetico gestito da un Perito Meccanico e da un Architetto, questo laboratorio lavora non solo ottimamente ma è in perfetta regola con tutte le normative vigenti, come può essere tutto ciò? Semplice le due persone che gestiscono il laboratorio lavoravano già prima del 1986 e quindi sono state sanate!!!!!
L'Admin di questo forum è laureato in lettere ma penso che potrebbe tranquillamente insegnare in un qualsiasi corso di Laurea in TE....
Per finire una risposta anche a Landre:
Penso che l'obbiettivo, neanche tanto velato, sia quello di far spendere soldi in attestati inutili, che non hanno neanche il valore della pergamena sulla quale sono scritti!!!!! Wink

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MessaggioInviato: Mer Apr 11, 2012 6:20 am    Oggetto: Rispondi citando

Io son più che d'accordo su quanto dite.
E' solo che la legislazione nazionale e regionale in materia di erboristeria è molto carente e fumosa. Addirittura a volte si ricorre alla vecchia legge del 1931.
Detto questo, la cosa mi interessava particolarmente in quanto essendo io agronomo (classe delle lauree 24) ed avendo una azienda agricola, ed avendo un po di anni di esperienza di laboratorio, mi dispiaceva produrre ed essiccare le piante officinali senza poterle lavorare e vendere.
Anche perchè, parliamoci chiaro, una cosa è vendere la pianta essiccata piuttosto che la T.M o altro derivato vegetale, tutto qui.
Per puro caso un paio di anni fa, ho visitato una grossa azienda erboristica toscana, e sinceramente sono rimasto molto deluso, niente agricoltura biologica, biodinamica, etc....., insomma, la qualità dei materiali e delle piante era sufficiente ma non di alta o altissima qualità.
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MessaggioInviato: Mer Apr 11, 2012 8:25 am    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
mi dispiaceva produrre ed essiccare le piante officinali senza poterle lavorare e vendere.

Dovrebbe essere un po come un laboratorio cosmetico, dove ci dev'essere un tecnico laureato in una materia farmaceutica o equipollente; una volta stabilita la presenza di quest'ultimo non dovrebbero esserci problemi.
Prova a chiedere all'ASL locale; loro sono un po un mondo a parte, ognuna interpreta le leggi a modo suo ( prova a chiedere per gli oli essenziali, c'è da ridere ), però se hai il nulla osta da loro, stai pur certo che non sei fuori legge. Wink
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