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DDl 1576 Sulla disciplina del settore erboristico
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Inviato: Mar Gen 16, 2018 5:13 pm    Oggetto: Ads

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puman
Erborista distillatore
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MessaggioInviato: Gio Ago 25, 2011 8:44 pm    Oggetto: DDl 1576 Sulla disciplina del settore erboristico Rispondi citando

SENATO DELLA REPUBBLICA Disegno di legge 1576
XVI Legislatura

Disposizioni in materia di istituzione e disciplina della professione di
erborista e dell’attività commerciale di erboristeria

Firmatari: Fleres, Alicata
Presentata: il 20 maggio 2009

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

(Oggetto)

1. La presente legge disciplina:
a) i requisiti professionali dell’operatore denominato «erborista» ai fini dell’esercizio 
dell’attività di preparazione e commercializzazione dei prodotti a base di piante officinali, o
parti di esse, fresche o essiccate, singole o in miscela, o loro derivati, intesi a favorire le
normali funzioni fisiologiche e lo stato di benessere dell’organismo umano o animale, all’
interno di esercizi commerciali denominati «erboristeria»;

b) le condizioni per l’impiego della denominazione «erboristeria» nelle insegne degli
esercizi commerciali, nell’informazione e nella comunicazione pubblicitaria nei confronti del
consumatore, nonché nella comunicazione commerciale tra imprese.

1


Art. 2.

(Istituzione della professione dell’erborista)

1. L’erborista e l’operatore professionale che, in possesso del titolo universitario
abilitante, esegue la selezione delle piante officinali e delle forme di preparazione derivate e
l’eventuale miscelazione delle stesse e la miscelazione dei derivati, rispondendo alle esigenze
e alle richieste dell’utente che, nell’ambito della propria libertà di scelta, voglia essere
orientato sull’uso delle piante officinali per la tutela della propria salute.

2. L’erborista e il consulente dell’automedicazione nel campo delle piante officinali.
3. Sono di competenza dell’erborista: la coltivazione, la raccolta, la lavorazione, la
trasformazione, la manipolazione, la miscelazione, il confezionamento e la
commercializzazione al dettaglio e all’ingrosso delle piante officinali, delle droghe, dei loro
derivati e dei preparati erboristici.
Art. 3.

(Ambiti operativi)

1. Nell’ambito delle competenze di cui all’articolo 2, l’erborista prepara i derivati
erboristici seguendo i processi tecnologici atti a preservare l’integrità del fitocomplesso della
pianta o delle piante officinali.

2. L’erborista fornisce informazioni all’utente sulle piante officinali, sui loro benefici,
sul loro uso e sulle loro eventuali controindicazioni.
3. L’erborista esercita la sua attività professionale in regime autonomo o di
dipendenza sia in strutture sanitarie pubbliche o private che all’interno di strutture
imprenditoriali.

4. E definita «attività di erboristeria» esclusivamente l’attività professionale
imprenditoriale esercitata dall’erborista, comprendente l’attività di commercio al dettaglio di
erbe officinali e dei loro derivati preparati secondo le competenze professionali dello stesso
erborista.
2


5. L’erborista che esercita l’attività di cui al comma 4 può allestire un locale, separato
dall’area della vendita al dettaglio e da quella destinata a magazzino delle scorte, quale
laboratorio annesso all’esercizio di vendita, per svolgere le operazioni di trasformazione e di
preparazione erboristiche proprie della professione, atte a produrre erborati destinati ad essere
ceduti al consumatore finale, anche in forma preincartata e non preconfezionata, nell’ambito
dello stesso esercizio. Tale attività di trasformazione e di preparazione di prodotti erboristici
non comporta l’obbligo di notifica dei prodotti al Ministero del lavoro, della salute e delle
politiche sociali, ne gli oneri economici connessi.

6. L’esercizio delle attività di trasformazione e di preparazione svolte nel laboratorio
di cui al comma 5 e soggetto ad autorizzazione rilasciata dalla azienda sanitaria locale
competente per territorio, previa verifica della sussistenza dei requisiti igienico-sanitari ai
sensi della legge 30 aprile 1962, n. 283. Tali attività sono effettuate utilizzando materie prime
che devono soddisfare i requisiti di qualità previsti dalla legislazione vigente in materia di
igiene degli alimenti.

7. La miscelazione di piante officinali sfuse essiccate o parti di esse può essere
compiuta dall’erborista direttamente al banco del punto di vendita.
8. Le piante officinali, utilizzate a fini professionali dall’erborista in erboristeria, non
possono provenire da coltivazioni geneticamente modificate.
Art. 4.

(Impiego della denominazione di erboristeria)

1. Possono utilizzare la denominazione «erboristeria», nelle insegne di esercizio, nell’
informazione e nella comunicazione pubblicitaria nei confronti del consumatore, nonché
nella comunicazione commerciale tra imprese, esclusivamente gli esercizi commerciali il cui
titolare, in possesso dei requisiti richiesti per l’esercizio dell’attività commerciale, ai sensi del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, e delle normative regionali di settore, sia altresì in
possesso di uno dei seguenti titoli di studio:
a) diploma di erborista di cui all’articolo 6 della legge 6 gennaio 1931, n. 99;

3


b) diploma universitario in tecniche erboristiche di cui al decreto del Ministro dell’
universita e della ricerca scientifica e tecnologica 6 giugno 1995, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 41 del 19 febbraio 1996;

c) diploma di laurea in scienze e tecnologie erboristiche, ai sensi del regolamento di
cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre
1999, n. 509, e del regolamento del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 22
ottobre 2004, n. 270;

d) diploma di laurea in farmacia o in chimica e tecnologie farmaceutiche;

e) diploma di specializzazione in scienza e tecnica delle piante officinali o in
farmacognosia.

2. In caso di impresa organizzata in forma societaria, l’utilizzazione della
denominazione «erboristeria», ai sensi del comma 1, e subordinata alla sussistenza dei
requisiti professionali in capo al rappresentante legale o suo delegato.
3. I titolari di esercizi commerciali in cui siano posti in vendita i prodotti di cui all’
articolo 1, comma 1, lettera a), e che intendano impiegare la denominazione «erboristeria»
nelle insegne di esercizio, nell’informazione e nella comunicazione pubblicitaria nei
confronti del consumatore, nonché nella comunicazione commerciale tra imprese, devono
farne comunicazione preventiva al comune, attestando il possesso dei requisiti di cui al
comma 1 del presente articolo.

4. L’utilizzazione della denominazione «erboristeria» per gli esercizi commerciali,
gestiti in forma individuale o societaria, in cui siano posti in vendita i prodotti di cui all’
articolo 1, comma 1, lettera a), e sempre subordinata alla presenza di un soggetto in possesso
dei requisiti indicati al comma 1 del presente articolo.

Art. 5.

(Abilitazione)

1. Il diploma di laurea in scienze e tecnologie erboristiche, conseguito ai sensi del
regolamento di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e
tecnologica 3 novembre 1999, n. 509, e del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’
4


istruzione, dell’università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270, abilita all’esercizio della
professione di erborista.

2. Il corso di laurea finalizzato alla formazione della professione di erborista e
istituito e attivato presso le facoltà di farmacia, prevedendo altresì il collegamento con le
facoltà di agraria e di medicina e chirurgia, sulla base di specifiche norme del regolamento
didattico di ateneo che disciplinano le relative modalità di attuazione.

3. Sono equiparati al diploma di laurea in scienze e tecnologie erboristiche:
a) il diploma di erborista di cui all’articolo 6 della legge 6 gennaio 1931, n. 99;
b) il diploma conseguito presso le scuole dirette ai fini speciali in erboristeria, istituite
presso le facoltà di farmacia;

c) il diploma universitario in tecniche erboristiche, istituito in base al decreto del
Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica 6 giugno 1995, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 41 del 19 febbraio 1996.

Art. 6.

(Registri regionali degli erboristi)

1. Alle regioni e demandato il compito di definire le norme di accesso alla professione
di erborista e l’obbligo di aggiornamento professionale, nonché l’istituzione di appositi
registri regionali degli erboristi da aggiornare annualmente.

Art. 7.

(Disposizioni transitorie)

1. Coloro che, alla data di entrata in vigore della presente legge, esercitano, anche le
attività di commercio al dettaglio o di trasformazione e preparazione erboristiche o le attività
di lavorazione delle piante, delle loro parti, dei loro derivati e delle droghe, propedeutiche
alla ulteriore lavorazione degli stessi o per la cessione ai soggetti autorizzati al commercio al
dettaglio, e che sono in possesso del diploma di erborista di cui all’articolo 6 della legge 6

5


gennaio 1931, n. 99, o del diploma di laurea in scienze biologiche o in farmacia o in chimica
e tecnologie farmaceutiche o in medicina e chirurgia o in scienze agrarie ovvero del diploma
conseguito presso le scuole dirette a fini speciali in erboristeria istituite presso le facoltà di
farmacia, nonché tutti coloro i quali hanno frequentato appositi corsi e svolgono tale attività
sulla base di normative regionali nell’ambito delle loro competenze possono continuare a
svolgere le medesime attività.

2. Coloro che, alla data di entrata in vigore della presente legge, senza essere in
possesso del diploma di erborista di cui all’articolo 6 della legge 6 gennaio 1931, n. 99, o
degli altri titoli di cui al comma 1 del presente articolo, esercitano, anche in base ad un
rapporto di lavoro dipendente, le attività di commercio al dettaglio o di preparazioni
erboristiche o le attività di lavorazione delle piante, delle loro parti, dei loro derivati e delle
droghe, propedeutiche alla ulteriore lavorazione degli stessi o per la cessione ai soggetti
autorizzati al commercio al dettaglio, possono continuare a svolgere le medesime attività a
condizione che superino un apposito esame di idoneità, che deve essere sostenuto al termine
di un corso di aggiornamento, organizzato secondo modalità compatibili con lo svolgimento
dell’attività lavorativa e disciplinato con decreto di natura non regolamentare del Ministro
dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro, della
salute e delle politiche sociali, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge. L’esame di idoneità deve essere superato entro tre anni dalla data di entrata in vigore
di tale decreto. Agli eventuali oneri derivanti dalla organizzazione dei corsi di aggiornamento
si provvede mediante contributi versati dagli iscritti, secondo modalità definite con il decreto
del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di cui al primo periodo del
presente comma, dalla cui attuazione non possono derivare nuovi o maggiori oneri per il
bilancio dello Stato e degli enti di cui all’articolo 25 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e
successive modificazioni.

3. I soggetti in possesso del diploma di erborista di cui all’articolo 6 della legge 6
gennaio 1931, n. 99, che non esercitano attività di erborista da più di cinque anni, sono
ammessi all’esame di idoneità di cui al comma 2 del presente articolo.
4. Decorsi tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli esercizi
commerciali che non presentino i requisiti di cui all’articolo 4, comma 1, non possono
avvalersi della denominazione «erboristeria» sull’insegna d’esercizio. Agli stessi sarà
6


consentito commercializzare esclusivamente i prodotti di cui all’articolo 1, comma 1, lettera
a), esclusivamente in forma preconfezionata, in presenza dei requisiti soggettivi
previsti dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.

Art. 8.

(Disposizioni particolari)

1. E autorizzata la vendita negli esercizi commerciali denominati «erboristerie», in
conformità a quanto disposto dall’articolo 4 della presente legge, di:
a) medicinali tradizionali di origine vegetale o fitoterapico tradizionale ai sensi dell’
articolo 1, comma 1, lettera ii), del decreto legislativo 24 aprile 2006 n. 219;
b) medicinali di origine vegetale o fitoterapici ai sensi dell’articolo 1, comma 1,
2006, n. 219;
c) sostanze vegetali ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera mm), del decreto
legislativo 24 aprile 2006, n. 219;
d) preparazioni vegetali ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera nn), del decreto
legislativo 24 aprile 2006, n. 219.

2. E autorizzata la vendita negli esercizi commerciali denominati «erboristeria», in
conformità a quanto disposto dall’articolo 4 della presente legge, dei medicinali omeopatici
definiti ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 24 aprile 2006 n.

219.
Art. 9.

(Sanzioni)

1. Chi esercita l’attività di erborista senza i requisiti prescritti ai sensi della presente
legge compie abuso della professione di erborista ed e perseguibile a norma di legge.
2. Chi utilizza la denominazione «erboristeria» ai sensi di quanto disposto all’articolo
7


4, essendo sprovvisto dei titoli indicati nel suddetto articolo e punito con la sanzione di 5.000
euro.

3. In caso di recidiva si provvederà alla sospensione dell’autorizzazione per un
massimo di tre mesi.
Art. 10.

(Abrogazioni)

1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge sono abrogati:
a) la legge 6 gennaio 1931, n. 99;
b) il regolamento di cui al regio decreto 19 novembre 1931, n. 1793;
c) il regio decreto 26 maggio 1932, n. 772.


Art. 11.

(Piante il cui uso e soggetto a restrizione)

1. All’erborista non e consentito l’uso delle piante che per la loro elevata tossicità,
anche a livelli minimi, sono impiegate per ottenere parti, droghe e loro derivati destinati alla
utilizzazione medicamentosa, il cui uso e riservato al farmacista in farmacia a seguito di
ricetta medica obbligatoria non ripetibile.
2. Alle regioni e demandato il compito di individuare le piante di cui al comma 1.
Art. 12.

(Promozione della cultura erboristica)

1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nell’ambito dei rispettivi
programmi informativo-educativi relativi alla gestione del sistema sanitario, possono
promuovere, attraverso i comuni, le aziende sanitarie locali e gli istituti scolastici, con il
8


coinvolgimento delle associazioni di categoria degli erboristi, la conoscenza delle piante
officinali indigene ed esotiche utilizzabili per la preparazione di prodotti erboristici,
assicurando la corretta formazione per il loro riconoscimento, il corretto orientamento per il
loro uso anche con riferimento alle tradizioni popolari, nonché la necessaria cultura per la
protezione e lo sviluppo del patrimonio vegetale naturale indigeno quale risorsa biologica per
il benessere umano, animale e vegetale.

Art. 13.

(Tutela della flora e autorizzazione per la raccolta spontanea)

1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano le attività finalizzate alla protezione
della flora prevedendo i limiti quantitativi di specie e i limiti temporali entro i quali sono
consentite anche con l’ausilio del Corpo forestale dello Stato:
a) la libera raccolta da parte dei raccoglitori erboristi delle piante officinali spontanee,
a scopo produttivo-industriale o commerciale;
b) la libera raccolta da parte di singoli delle piante officinali spontanee, per uso e
consumo personali.

2. La raccolta delle piante officinali spontanee da utilizzare per uso professionale e
subordinata alla specifica autorizzazione da parte della competente autorità sanitaria
regionale. Tale autorizzazione e personale, riguardare solo i soggetti in possesso può della
qualifica professionale di erborista come previsto all’articolo 4, comma 1), lettere a), b), c),
d), ed e).

Art. 14.

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore decorsi sei mesi dalla sua pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale.
9


NB:è una proposta di legge, non una legge effettiva!!

 

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MessaggioInviato: Gio Ago 25, 2011 8:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

Fatto il topic, riporto una serie di considerazioni che a suo tempo feci su altri forum, dove peraltro rischiai la crocefissione: :D :D Wink

Carissimi,
perdonate se scrivo qualche osservazione non proprio simpatica su questa proposta di legge....
Il sottoscritto non è pregiudizialmente contrario ad una legge che disciplini il settore della medicazione naturale, solo vorrebbe una legge più inclusiva nei confronti di categorie, come i naturopati, che ritengo siano del tutto parificabili agli erboristi, anche se privi di una formazione univ...ersitaria (sulla quale ho già detto tanto e non voglio più ritornare).
Ora cominciamo a valutare punto per punto questa legge:
Art. 2 comma 2 Noi possiamo dare un consiglio ma non imporci se il prodotto che sta scegliendo in autonomia il cliente è sbagliato
Art. 2 comma 3 E' di competenza dell'erborista la coltivazione e la raccolta: quindi un qualsiasi contadino non può più coltivare carciofi e venderli al mercato se non ha una laurea giusto??? O c'è carciofo e carciofo?
Art. 3 comma 4 Riguardo ai naturopati che fanno spesso consulenza in erboristeria, devono smettere o possono continuare ad esercitare? Se possono fare gli erboristi coloro i quali sono in possesso di un corso di un mese per ottenere un diploma riferito ad una legge del 1931 tanto più i naturopati che hanno fatto 5 anni di scuola dovrebbero essere abilitati.
Art. 7 comma 1 Coloro i quali hanno una laurea in scienze agrarie sono esentati dallo svolgere l'esame di abilitazione, scusatemi ma noi cosa c'entriamo con un agronomo, che magari ha studiato entomologia, o chimica del suolo....
Infine continuo a ritenere che un laboratorio di trasformazione esuli da quelle che sono le competenze di un negozio, però se proprio lo vogliamo vorrà dire che assumeremo del personale che faccia solo il laboratorio (trovo impensabile infattiche una persona dopo aver maneggiato soldi vada in laboratorio a produrre integratori)....
Affinando i punti ciritici penso che si possa arrivare ad una legge almeno decente...

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MessaggioInviato: Ven Ago 26, 2011 12:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

O_O

non ho parole Puman.... ora capisco qullo che volevi dire...roba da matti!!!! Evil or Very Mad comunque non mi stupisco più di niente. Finche ci sono degli incompetenti a fare le leggi, andrà sempre cosi , se non peggio!!!!! Evil or Very Mad

Ps: armati di zappa e di sementi .... che hai molto lavoro da fare!!!!! :D :D :D risat:

Allucinante!!!!! O_O

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MessaggioInviato: Ven Ago 26, 2011 3:06 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ah bè, se per diventare bravi erboristi basta prima passare a zappare la terra, d'ora in poi invece di andare a scuola vado a coltivare per 2/3 anni l'orto che ho a Marano! :D
(Ma chi le fa leggi di questo tipo...non ci pensa su nemmeno un ciccinino? hate-sfiga )

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MessaggioInviato: Ven Ago 26, 2011 4:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

Senza contare che il mondo dell'erboristeria perderebbe professionalità come quelle del nostro amatissimo admin... (che lavora in una specie di erboristeria ma è laureato in lettere)
Domanda per il popolo: secondo voi quanti erboristi appena laureati ne sanno più di Landre? Wink

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MessaggioInviato: Sab Ago 27, 2011 9:51 am    Oggetto: Rispondi citando

Puman ha scritto:
Art. 2 comma 3 E' di competenza dell'erborista la coltivazione e la raccolta: quindi un qualsiasi contadino non può più coltivare carciofi e venderli al mercato se non ha una laurea giusto??? O c'è carciofo e carciofo?


Non credo che il coltivatore non possa più produrre carciofi, a meno che non vengano essiccati e trasformati in droghe vegetali.

Detto ciò, su questo punto non sono d'accordo neanch'io, visto che la maggior parte degli agricoltori di piante officinali in Italia NON sono erboristi e tanto meno la maggior parte degli erboristi italiani NON sono, e soprattutto non voglio fare gli agricoltori.
Ricordo che la maggior parte delle piante officinali commercializzate in Italia sono d'importazione.. e non parlo di piante tropicali o che fanno parte di una flora estera, ma della semplice camomilla, malva, finocchio... Secondo me l'agricoltura di piante officinali andrebbe incentivata nel nostro Paese, mentre questa "privatizzazione" taglierebbe le gambe a molte attività ( soprattutto future ).
Sarebbe idoneo fare corsi di preparazione come fanno le province autonome di TN e BZ ( il nostro Sperkmandl potrebbe dire qualcosa in merito ).

Al di là di queste cose ( non irrilevanti ) credo che la figura dell'erborista non debba essere plasmata sulla merceologia specifica ma sulla peculiarità dell'offerta che questa figura professionale può dare.
Mi spiego meglio: l'erborista che vorrei trovare sotto casa non deve vendermi il preparato XY di Aboca o l'ABC di Specchiasol, perchè quelli sono prodotti salutistici che posso benissimo comprare da me,senza bisogno di ulteriori informazioni. L'erborista che vorrei è colui che mi propone il SUO rimedio, la sua tisana, il suo estratto, la sua soluzione al mio caso! ..
La cosa che a me fa più dispiacere è che la maggior parte degli erboristi ( laureati ) che conosco, non si pone minimamente questo obbiettivo; per molti di loro lo scopo finale sembra essere quello di avere tutta quella fetta di mercato SOLO per loro, come unici detentori di quel commercio.. Personalmente lavoro da 1 anno in un'antica drogheria milanese, dove tra le tante spezie da cucina vendo anche della camomilla. Bene, non mi sento in torto con il mondo nel vendere 1 etto di camomilla senza avere i "requisiti" ( come se per insacchettare dei capolini ci voglia una laurea Rolling Eyes )

Ora io non credo che questo DDL voglia privatizzare il mercato erboristico, ma se così fosse, penso non sia corretto!!! Gli integratori alimentari sono sempre stati prodotti in libera vendita, senza bisogno di figure di riferimento. Perchè privatizzare tutto questo?? Da consumatore credo che andremmo a perdere, perchè il singolo negozio, a volte, non può avere la stessa fornitura di prodotti che ha la grande distribuzione.
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MessaggioInviato: Sab Ago 27, 2011 10:09 am    Oggetto: Rispondi citando

puman ha scritto:
(che lavora in una specie di erboristeria )


Specie di erboristeria ci sarà il condominio tuo ! Evil or Very Mad :D :D
Io lavoro in una DROGHERIA, che è cosa ben diversa.. e rivendico tale differenza ad alta voce!!!!! Twisted Evil :D :D
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MessaggioInviato: Sab Ago 27, 2011 10:12 am    Oggetto: e ridaje!! Rispondi citando

Partiamo dal presupposto che il tecnico erborista puo cosi come l'agronomo occuoarsi della coltivazione di piante in quanto ne ha le competenze visti gli esami di agrotecniche fatti, ma a differenza del contadino l'erborista puo' anche dare consigli sull'uso delle piante officinali in campo salutistico e credo sia diverso vendere un carciofo crudo per farlo al forno rispetto a vendere delle cps titolate! Seconda cosa, con tutto il rispetto per i naturopati, ne conosco di bravi e competenti,....ma io penso che se il nostro obiettivo è regolamentare il settore anche e soprattutto per dare garanzie di sicurezza al consumatore beh credo che le garanzie le dia una laurea specifica e non un corso che si tiene in una decina di week end durante l'anno, in cui materie come anatomia e fisiologia si fanno in un paio d'ore...per carità ci sono scuole validissime, ma per chi ha basi di medicina, farmacia, TE e altre lauree sanitarie...credo sia necessario distinguere un medico naturopata da un salumiere naturopata. Ci vogliono le giuste basi, non credete?
Se dovessi affidarmi ad un naturopata sceglierei un laureato in medicina, farmacia, TE diventato in seguito un naturopata, ma non un ingegnere che improvvisamente ha deciso di diventare naturopata...gli basteranno un paio di week end sull'anatomia, sulla fisiologia, sulla biologia per poter avere le giuste basi per poter consigliare un prodotto? O_O
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MessaggioInviato: Sab Ago 27, 2011 10:18 am    Oggetto: Rispondi citando

Aggiungerei anche che l'erborista qualificato è l'unica figura oggi in Italia realmente competente sull'uso delle piante, ricordiamoci che esse sono dotate di attività che possono interferire con l'uso di altri dfarmaci, sono dotate di effetti collaterali e bisogna comunque star attenti ai dosaggi! Io non credo si possa privatizzare, scusate il termine, il tutto. Nel senso che la bonomelli continuerà a produrre camomilla e venderla nei supermercati, non potremmo far nulla! Però ragazzi io ho studiato....voglio che sia riconosicuta la mia professione!!
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MessaggioInviato: Sab Ago 27, 2011 11:03 am    Oggetto: Rispondi citando

patri ha scritto:
Però ragazzi io ho studiato....voglio che sia riconosicuta la mia professione!!

E su questo siamo tutti d'accordo!!!!! Wink
Le mie critiche su questa proposta di legge non sono riferite al valorizzare la figura dell'erborista, bensì al fatto che alcuni punti sembrano voler precludere a molta gente alcune cose che da sempre sono state oggetto di più persone. Credo che molti abbiano la percezione dell'erborista come di una figura antica, oggi privata della sua unicità e relegata in chissà quale limbo. La storia invece ci insegna che nonostante i tentativi degli anni 30 di regolarizzare il settore, tale figura non è mai emersa del tutto, se non in qualche singolo caso ad personam. Per lo più c'erano i farmacisti e i commercianti ( più o meno preparati ) a far le loro veci. C'è anche da dire che le erbe officinali, mai come oggi, sono state così commercializzate, e il loro utilizzo era relegato per lo più all'intima tradizione delle famiglie e delle persone che le utilizzavano.
La figura dell'erborista, intesa come professionista sanitario è del tutto nuova, contemporanea!!! Ben venga !!!

:D
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MessaggioInviato: Sab Ago 27, 2011 1:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

Secondo me, almeno qui in Italia, manca proprio a partire dal basso la figura dell'erborista...
Se parli a tantissima gente di erbe e rimedi vegetali, molti ti diranno che sono solo metodi per spillare soldi; altri di parleranno di omeopatia e fiori di bach; altri ancora ti diranno di chiedere al medico, che nella maggior parte delle volte ne sa davvero ben poco di queste cose.
Senza volere denigrare nessuno, ho l'impressione che la gente si aspetti dalla figura dell'erborista una specie di "santone", senza rendersi conto dell'effetto reale che i rimedi fitoterapici possono giocare O_O
Detto questo, una legge serie andrebbe fatta per davvero Wink

Citazione:
L'erborista che vorrei è colui che mi propone il SUO rimedio, la sua tisana, il suo estratto, la sua soluzione al mio caso! ..

Davvero!

@Landre Ma cosa sarebbe una drogheria? (Ecco, adesso è la volta buona che mi sgozza :D )

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MessaggioInviato: Sab Ago 27, 2011 2:16 pm    Oggetto: Rispondi citando

Orazio ha scritto:
senza rendersi conto dell'effetto reale che i rimedi fitoterapici possono giocare

Anche perchè c'è da considerare un fatto molto importante. La maggior parte dei prodotti erboristici in vendita, non hanno, per legge, nessuna finalità terapeutica!!!! Questi non sono altro che integratori alimentari, atti a mantenere in buono stato il benessere psico-fisico della persona e nulla più.
Puman, Patri e altri converranno con me che molti di questi prodotti hanno dosaggi ben al di sotto della soglia terapeutica, quindi ben lontani da potersi definire propriamente fitoterapici. Certo, poi occorre avvisare i consumatori su possbili interazioni con farmaci ed effetti secondari di vario tipo, ma fondamentalmente sono piuttosto sicuri.
"l'erborista che vorrei" ( vedi sopra ), invece, saprà consigliarmi dei suoi preparati in dosaggi altamente funzionali, per una maggiore risoluzione del problema.

Citazione:
Ma cosa sarebbe una drogheria?

La drogheria era il vecchio supermercato di una volta, il negozio che vendeva un pò di tutto, dai detersivi, al sapone al taglio, al vino, all'olio, alle scope in saggina, alle lamette, alle spezie ed aromi ( le droghe >> da qui drogheria )...
Ormai stanno scomparendo. A Milano saremo solo noi ed a tre 3 se non erro.
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MessaggioInviato: Sab Ago 27, 2011 4:04 pm    Oggetto: Rispondi citando

Anche io ho studiato, poco e male, ma ho studiato!!!!
Come ho avuto modo di dire già altre volte io rivoluzionerei tutto partendo dalla soppressione del CdL in TE, facendo diventare questa una scuola di specializzazione al livello di un master di 2° livello con accesso unicamente per le persone laureate in Medicina, Farmacia, CTF e biologia.
Chiedo ciò perchè ritengo che l'erborista debba essere considerata una figura sanitaria in tutto e per tutto, vorrei infatti che i medici si rivolgessero anche agli erboristi (anche per la cura di patologie gravi) vorrei che l'erborista potesse maneggiare anche quelle droghe che sono contenute nella famosa tabella 4.

Quindi diventa logico che per fare questo non bastano 3 anni di studi all'acqua di rose:
in cui vengono riciclati male i programmi di farmacia,
in cui vengono sottratte ore importanti per materie inutili come la patologia vegetale o l'entomologia.
in cui si studiano materie come il controllo microbiologico, che non insegna niente se non una serie di cose che noi non andremo mai a fare.

O si rivoluzionano queste cose oppure anche con una legge che ci tuteli, sareemo sempre un' anatra zoppa, se vogliamo studiare per rimanere dietro ad un bancone servono altre materie, se invece vogliamo studiare per lavorare i fitoterapici, penso che servano altre scuole di specializzazione, ecco perchè sono fondamentalmente contrario anche ai laboratori all'interno delle erboristerie.
Ricordiamoci che l'erborista non è un farmacista in formato ridotto ma deve essere una persona che si vuole pregiare del titolo di erborista deve prima essere medico o farmacista, poi diventare erborista!!!!

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MessaggioInviato: Dom Ago 28, 2011 9:01 am    Oggetto: Rispondi citando

@Puman
Cosa sarebbe la tabella 4? Droghe eroiche?


Citazione:
Come ho avuto modo di dire già altre volte io rivoluzionerei tutto partendo dalla soppressione del CdL in TE, facendo diventare questa una scuola di specializzazione al livello di un master di 2° livello con accesso unicamente per le persone laureate in Medicina, Farmacia, CTF e biologia.
Chiedo ciò perchè ritengo che l'erborista debba essere considerata una figura sanitaria in tutto e per tutto, vorrei infatti che i medici si rivolgessero anche agli erboristi (anche per la cura di patologie gravi) vorrei che l'erborista potesse maneggiare anche quelle droghe che sono contenute nella famosa tabella 4.


Allora bisognerebbe cambiare, ameno ccredo, anche il sistema delle prescrizioni. In Italia, se non erro, solo il laureato in Medicina può farle. Così facendo bisognerebbe estendere la possibilità di fare prescrzioni di rimedi fitoterapici agli erboristi, sennò sarebbe ridicolo (l'erborista che passa il bigliettino al medico con sopra scritto la ricetta che gli serve :D )

Citazione:
Puman, Patri e altri converranno con me che molti di questi prodotti hanno dosaggi ben al di sotto della soglia terapeutica, quindi ben lontani da potersi definire propriamente fitoterapici. Certo, poi occorre avvisare i consumatori su possbili interazioni con farmaci ed effetti secondari di vario tipo, ma fondamentalmente sono piuttosto sicuri.

Però dai, non è giustissimo. Ok la sicurreza, quella non si tocca. Però...
Scusa, eh, uno va in farmacia e chiede: "Salve, vorrei XY per il raffreddore" e loro ti dicono "questa XY qua te lo toglie subito". Poi arrivi a casa e vedi che i dosaggi sono qyuelli indicati per gli gnomi da giardino e se trangugi tutta la scatola in un colpo solo arrivi sì e no ai dosaggi giornalieri giusti Wink Poi è normale che la gente dica: ma guarda, non contanano nulla. Un'altra volta col ***** che lo prendo! hate-eeh2

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MessaggioInviato: Dom Ago 28, 2011 2:40 pm    Oggetto: Rispondi citando

La tabella 4 è quella relativa alle droghe vendibili esclusivamente sotto ricetta medica non ripetibile.
Se vogliamo essere professione sanitaria esigo che all'erborista venga data la possibilità di maneggiare tutte le droghe comprese quelle che al momento sono di esclusiva competenza del farmacista, esigo che un'erborista sia corresponsabile delle farmacie ospedaliere per quanto riguarda i fitoderivati.
Ma questo lo possiamo ottenere solo qualora avessimo una scuola di specializzazione decente e non un CdL imbarazzante.

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