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Cold-Cream Teoria e Pratica
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Inviato: Mer Feb 21, 2018 6:41 pm    Oggetto: Ads

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Tamy
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MessaggioInviato: Mer Apr 14, 2010 4:37 pm    Oggetto: Cold-Cream Teoria e Pratica Rispondi citando

La cold-cream è un' Emulsione.
Le Emulsioni sono delle miscele costituite da due parti dette Fasi non miscibili tra loro.(es: olio e acqua). Se le mettiamo insieme, esse tendono a separarsi. Aggiungendo un emulsionante ( in questo caso la cera d' api o una cera simile ), questo non avviene. Ed è proprio questa la base per la preparazione delle creme.

FASE ACQUOSA + EMULSIONANTE + FASE GRSSSA

La base per realizzare un'emulsione è la seguente:

60 g di olio vegetale
3-4 g di cera d'api gialla
20 g di acqua
2-4 goccie di OE

Preparazione:

Fondere a bagnomaria la cera d'api nell'olio. Separatamente scaldare L'acqua a 70° circa, facendo attenzione a non farla evaporare: Unire l'acqua alla Fase Grassa e frullare ( per pochi secondi) con un frullatore a immersione(o con qualunque altro frullatore),fino ad ottenere un composto omogeneo. Ogni tanto mescolare lentamente, con un cucchiaino, fino al suo completo raffreddamento. A questo punto aggiungere gli OE. Versare la crema in un contenitore di vetro con il coperchio. Gli OE prolungano la conservazione. Di norma il tempo di conservazione è di un mese circa a temperatura ambiente e di 2-3 mesi in frigo.
NB: Tutti gli UTENSILI devono essere PULITISSIMI e DISINFETTATI!!!
Questo è tutto per ora.



Landre82 aggiunge:

Se vogliamo utilizzare oleoliti piuttosto sensibili al calore, occorrerà miscelarli verso la fine, quando il prodotto si sta raffreddando.

I dosaggi delle varie fasi possono essere modificate a vostro piacimento. In base ai vari cambiamenti si otterrano composti più morbidi o più solidi.
Per quanto riguarda la parte acquosa, è meglio che questa non superi il 25-30% del totale degli ingredienti, senò si rischia di far saltare l' emulsione, con conseguente separazione delle due fasi.
Nella fase acquosa è possibile inserire non solo acque distillate e/o aromatiche ma anche tinture madri o gemmoderivati ( max 5% ).

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Tamy
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MessaggioInviato: Ven Apr 16, 2010 9:22 am    Oggetto: Rispondi citando

Grazie Landre per l'approfondimento! Ora è molto più chiaro!!! Very Happy Very Happy
Vorrei sapere, se (quando posterò una ricetta di questa crema) aggiungere i"conservanti" e gli "ntiossidanti"! Grazie!!! Very Happy

Ps: Scusami per il lavoro che ti faccio fare in più!!!! Embarassed Embarassed

Ciao!!! Very Happy

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Landre
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MessaggioInviato: Ven Apr 16, 2010 10:55 am    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Ps: Scusami per il lavoro che ti faccio fare in più!!!!


ma scherzi? grazie a te per il riassunto.


Per quanto riguarda la conservazione delle cold-cream

Come ha già detto Tamy, occorre che tutti gli utensili e i constenitori che si utilizzano per la preparazione delle cold-crema siano puliti e soprattutto privi di residui acquosi.

Di solito una cold-cream si conserva per molto tempo e ci si accorge subito se qualcosa inizia a non andare: l'odore ( anche se con l' aggiunta di fragranze/oe ) tende a diventare simile a quello dell' olio quando irrancidisce.

Si possono aggiungere dei conservanti, o meglio: degli antiossidanti!
La maggior parte del composto è formata da materiale lipidico, per cui occorre bloccare l' ossidazione di questo.
In questo caso si può aggiungere del tocoferolo e/o tocoferile acetato. ( due forme di vit. E ). Un 2% totale è più che sufficiente.
I tocoferoli si possono acquistare in farmacia ( su richiesta ) o in alcuni siti esteri, come

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.

Alcuni oe possono aiutare la conservazione del prodotto, soprattutto per quanto riguarda la parte acquosa del composto. ( oe antibatterici, antisettici ).
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Roberta
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MessaggioInviato: Lun Apr 26, 2010 10:29 pm    Oggetto: Rispondi citando

Una interessante variazione che ho adottato fin da subito è sostituire l'acqua con succo di aloe o gel d'aloe.
Preparando o acquistando quello con i conservanti bio (es potassio sorbato e sodio benzoato) si aumenta la conservabilità...e anche l'efficacia. Wink
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carondimonio
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MessaggioInviato: Mer Mag 12, 2010 7:34 pm    Oggetto: Rispondi citando

Io vorrei mettere in parti uguali fase acquosa e fase oleosa.
Tenete presente che parlo di aloe e oleolito, quindi entrambi termosensibili, e percio preferirei emulsionare a freddo.
Posso usare la lecitina come emulsionante? In che percentuale?
Se venisse troppo liquida potrei aggiungere della cera? Ma in questo caso dovrei per forza scaldare, giusto?
Dovrei fare olio in acqua o acqua in olio?

Scusate le tante domande, ma i dubbi abbondano.
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Landre
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MessaggioInviato: Lun Mag 17, 2010 7:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

Come avrete notato esistono molte formule di cold-cream e tante altre se ne possono inventare...
Questa però è quella "antica", chiamato con il nome di Ceratum Galeni, ovvero l' antica ricetta di Galeno.

Olio vegetale 60%
Cera d' api 20%
Acqua distillata di xy pianta 20%
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carondimonio
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MessaggioInviato: Lun Lug 05, 2010 10:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

Scusate se ci torno su, ma non ho ancora dissipato i miei dubbi.
Volendo fare una cold cream con un oleolito, diciamo di calendula, fino a che temperatura posso scaldare senza che l'oleolito stesso si deteriori?
40°C va bene? A questa temperatura, la cera d'api si scioglie?
Oppure non dovrei scaldare affatto e rinunciare quindi alla cold cream con l'oleolito?
Grazie. Very Happy
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MessaggioInviato: Lun Lug 05, 2010 11:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ciao!
Fino a 40°C non ci sono problemi.. io nelle cold cream gli oleoliti li aggiungo verso la fine, quando il tutto si sta raffreddando ( la cera, prima, la faccio sciogliere in olio d'oliva o girasole )
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carondimonio
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MessaggioInviato: Mer Lug 07, 2010 4:06 pm    Oggetto: Rispondi citando

Io vorrei usare solo oleoliti ovvero farmi una crema con l'oleolito di calendula oppure un unguento con l'oleolito d'arnica, quindi non posso aggiungerli verso la fine.
Dici che la cera a 40°C si scioglie?
Speriamo che a quella temepratura non si danneggino le proprietà che mi sono costate tanta fatica. O_O
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MessaggioInviato: Mer Lug 07, 2010 4:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ora non ricordo il punto di fusione della cera d' api, comunque sia tutto questo è per non rischiare di compromettere l' oleolito, ma non è per forza indispensabile.. Wink
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Tamy
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MessaggioInviato: Mer Lug 07, 2010 4:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

Una volta volendo fare la crema co un oleolito (non ricordo quale), ho fatto sciogliere la cera in poco olio di girasole, quando questa si è sciolta, ho aggiunto l'oleolito, tenendolo pochissimo (il tempo di farlo scaldarare un pò e prima che la cera cominciasse a rapprendersi) velocemente ho aggiunto l'idrolato e emulsionato!!! L'emulsione è riuscita bene, però non sono sicura che le proprietà dell'oleolito siano rimaste tutte.
Questa è una domanda per gli esperti!!!

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puman
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MessaggioInviato: Mer Lug 07, 2010 9:34 pm    Oggetto: Rispondi citando

Sia per ciò che riguarda la calendula, sia per quanto riguarda l'arnica, non è il calore che dobbiamo temere, ma piutttosto la radiazione luminosa e il tempo...
Sono comunque molecole piuttosto termostabili....

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MessaggioInviato: Mer Lug 07, 2010 11:04 pm    Oggetto: Rispondi citando

Questa cosa è molto interessante.
Puman, saresti in grado di stendere una lista degli oleoliti più frequenti (io uso calendula, arnica, iperico, bacche di alloro, rosmarino, elicriso, ippocastano, avena, timo, camomilla, lavanda) con le temperature che ognuno può reggere.
Sarebbe davvero utile al fine di emulsionare unguenti vari.
Grazie per soccorrermi. :D
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puman
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MessaggioInviato: Gio Lug 08, 2010 8:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

Non sono in grado, però avedndo qualche nozione di fitochimica si può comprendere che talune molecole sono più resistenti al calore di altre:
es. L'oleolito di lavanda è poco resistente perchè l'OE contentuo nella stessa tende ad evaporare, viceversa quello di Iperico è estremamente resistente.
Tutto varia a seconda dei PA che si ricercano e di quanto gli stessi siano più o meno termolabili...

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Landre
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MessaggioInviato: Gio Lug 08, 2010 10:53 pm    Oggetto: Rispondi citando

In linea di massima si può ipotizzare che un oleolito con parti aromatiche ( oe, essenza-profumo ), come lavanda, rosmarino, ecc.. sarà bene non esporlo a fonti di calore, per il motivo citato da Puman.
Per gli altri, ogni elemento ha un capitolo a se; comunque sotto i 40-50°C, bene o male, non dovrebbero esserci problemi.
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